Il senso di proprietร  portato al parossismo

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Tra l'immaginario, che puรฒ esserlo fino a un certo punto, e la realtร , che non รจ accertato quanto possa essere migliore, il senso della proprietร  che puรฒ portare a comportamenti estremi.
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Puรฒ succedere che il senso della proprietร  porti a tali estremi, come leggiamo nel racconto di Rafel Barrett?
I due estremi, tra l'ambizione di possedere piรน beni possibile e non avere nulla, con le interpretazioni che gli diamo.
Un personaggio che si presenta come un capolavoro nel soddisfare solo i bisogni primari d'esistenza, senza curarsi di quelli secondari, o di civiltร , come sono definiti, รจ stato il filosofo Diogene di Sinope, che prediligeva una vita col possesso di beni solo di prima necessitร , servendosi come alloggio di una botte.
Un esempio che ci porta all'altro estremo, ce lo presenta lo scrittore Giovanni Verga col racconto "La roba", la storia di Mazzarรฒ, un uomo schiavo del possesso, che accumula ricchezze, vivendo in un'estrema solitudine, finchรฉ non sopraggiunge lo sgomento di dover lasciare tutti i beni cha ha accumulato per l'avvicinarsi della fine della sua vita.
Un vero e proprio parossismo, riguardo al senso della proprietร , ce lo mostra il racconto "Galline", di Rafel Barrett, con la presentazione che leggiamo in:
https://umanitanova.org/galline/
Introduzione
Con l’amico ed antropologo Emanuele Fabiano abbiamo deciso di tradurre e pubblicare questo piccolo racconto di Rafel Barrett perchรฉ ci sembra, nella sua semplicitร , una dirompente critica al sistema capitalista ed al concetto stesso di proprietร  che, come direbbe l’amico Joseph, oltre ad essere un furto per chi non la possiede รจ in realtร  un furto alla libertร  dello stesso possessore. Rafel Barrett, praticamente sconosciuto in Italia, nasce a Torrelavega, Cantabria, Spagna, il 7 di Gennaio del 1876 e morirร  ad Arcachรณn, in Francia, il 17 di dicembre del 1910, esattamente l’anno di pubblicazione di questo racconto.
Fu uno scrittore, saggista, giornalista, creรฒ la maggior parte del suo lavoro letterario e politico in Paraguay, รจ stato un esponente di un vitalismo che anticipa per certe forme l’esistenzialismo, da un punto di vista politico รจ sicuramente schierato a favore degli ideali anarchici.
Inizialmente il pensiero sociale e politico di Rafael Barrett protende per una sorta di individualismo in cui convergono tratti vitalisti del tipo nietzschiano, ma, con il passare degli anni, approderร  a un anarchismo sociale. La svolta in questa evoluzione avviene tra la fine del 1906 e l’inizio del 1907. Da quel momento in poi, la sua preoccupazione per le questioni sociali diverrร  sempre piรน radicale e la sua posizione sempre piรน critica. Prima di lasciarvi a questo bellissimo racconto, vogliamo donarvi una piccola traduzione di una frase che estrapoliamo dal suo celebre opuscolo intitolato “Il mio anarchismo”:
"Mi basta il significato etimologico: “assenza di governo”. Lo spirito di autoritร  ed il prestigio delle leggi devono essere distrutti. Questo รจ tutto. Sarร  l’opera del libero esame. Gli ignoranti pensano che l’anarchia sia disordine e che senza governo la societร  si trasformi sempre nel caos. Non concepiscono altro ordine se non quello imposto esternamente dal terrore delle armi. L’anarchismo, cosรฌ come lo intendo, si riduce a libero esame politico. […] Cosa fare? Educarci ed educare. Tutto si riduce al libero esame. Possano i nostri figli esaminare la legge e disprezzarla!"
Il mio anarchismo
Rafel Barrett
Galline
Finchรฉ non possedetti nient’altro che il mio letto ed i miei libri, fui felice. Adesso possiedo nove galline e un gallo, e la mia anima รจ perturbata. La proprietร  mi ha reso crudele. Ogni volta che compravo una gallina la legavo due giorni a un albero, per imporle il mio domicilio, distruggendo nella sua fragile memoria l’amore per la sua vecchia residenza. Rattoppai la recinzione del mio cortile, con il fine di evitare l’evasione dei miei volatili, e l’invasione delle volpi a quattro e due zampe. Mi isolai, fortificai la frontiera, tracciai una linea diabolica tra me e il mio prossimo. Divisi l’umanitร  in due categorie; io, padrone delle mie galline, e gli altri che potrebbero sottrarmele. Definii il delitto. Il mio mondo si riempรฌ di presunti ladri, e per la prima volta lanciai all’altro lato della recinzione un’occhiata ostile.
Il mio gallo era troppo giovane. Il gallo del vicino saltรฒ la recinzione e si mise a fare la corte alle mie galline e ad amareggiare l’esistenza del mio gallo. Allontanai a sassate l’intruso, perรฒ le galline saltavano la recinzione e deposero a casa del vicino. Reclamai le uova e il mio vicino mi disprezzรฒ. Da allora vidi il suo volto al di sopra della recinzione, il suo sguardo inquisitore e ostile, identico al mio. I polli estranei mi sembrarono criminali.
Li inseguii, e accecato dalla rabbia ne uccisi uno. Il vicino attribuรฌ un’importanza enorme all’attentato. Non volle accettare un indennizzo pecuniario. Ritirรฒ dolorosamente il cadavere del suo pollo, e invece di mangiarselo, lo mostrรฒ ai suoi amici, il che iniziรฒ a far circolare nel paese la leggenda della mia brutalitร  imperialista. Dovetti rinforzare la recinzione, aumentare la vigilanza, aumentare, in una parola, le mie spese di guerra. Il vicino dispone di un cane pronto a tutto; io penso di procurarmi un revolver. Dov’รจ la mia vecchia tranquillitร ? Sono avvelenato dalla diffidenza e dall’odio. Lo spirito del male si รจ impossessato di me.
Prima ero un uomo. Ora sono un proprietario…
(Rafel Barrett, 1910)

Andrea Staid ed Emanuele Fabiano
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