๐๐ž๐š๐ญ๐š ๐ƒ๐ข๐š๐ง๐š ๐๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐€๐ง๐๐š๐ฅ๐จ̀

๐Ž๐ ๐ ๐ข - ๐Ÿ๐ŸŽ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ“ - ๐ฆ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐๐ข̀ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐— ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐š๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ ๐“๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐Ž๐ซ๐๐ข๐ง๐š๐ซ๐ข๐จ, ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ซ๐๐š, ๐ญ๐ซ๐š ๐ข ๐ฏ๐š๐ซ๐ข ๐ฌ๐š๐ง๐ญ๐ข ๐ž ๐›๐ž๐š๐ญ๐ข, ๐ฅ๐š ๐๐ž๐š๐ญ๐š ๐ƒ๐ข๐š๐ง๐š ๐๐ž๐ ๐ฅ๐ข ๐€๐ง๐๐š๐ฅ๐จ̀ (๐จ ๐’๐€๐ง๐๐š๐ฅ๐จ̀), ๐ฏ๐ž๐ซ๐ ๐ข๐ง๐ž. Di lei si hanno poche notizie non sempre suffragate da certezza storica. Diana - questo il suo nome di battesimo - nacque probabilmente verso il 1200 a Bologna, allora libero comune dell’Italia settentrionale, formalmente sottoposto al Sacro Romano Impero (oggi capoluogo dell’omonima provincia e della regione Emilia-Romagna). Era figlia di un certo Andrea o Andreolo, soprannominato “Andalรฒ”, che le trasmise il proprio nomignolo, divenuto con il tempo un cognome. Riguardo alle sue origini, esistono due diverse ipotesi, la prima - considerata piรน attendibile - ne sostiene la discendenza dalla nobile e potente famiglia bolognese dei Carbonesi, mentre la seconda ritiene che fosse figlia di tale Andrea Lovello, di cui nulla di piรน รจ dato conoscere. Diana ebbe quattro fratelli, fra cui Brancaleone, che fu sempre per lei il prediletto. Ammirava molto i religiosi dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani), fondato a Parigi (Regno di Francia) dal futuro santo Domenico di Guzman (1170-1221), soltanto pochi anni prima, il 22 dicembre 1216. Per questo motivo, aiutรฒ fra Reginaldo di Orlรฉans (1180-1220), futuro beato, uno dei Padri Predicatori mandati da Domenico di Guzman a Bologna, nell’acquisto di un terreno nella localitร  Vigne, dove sorgeva la chiesa di San Nicolรฒ, che sarร  il futuro tempio dello stesso Domenico di Guzman. L’acquisto fu compiuto, con atto notarile datato 14 marzo 1219. Piรน tardi, quando nell'agosto dello stesso anno il fondatore dei Domenicani venne in visita a Bologna, Diana, con altre giovani compagne, fece nelle sue mani il voto di vita religiosa nel novello Ordine. L'anno dopo, 1220, chiese al medesimo di poter fondare un monastero femminile Domenicano a Bologna. La proposta fu accettata e si decise cosรฌ l'acquisto di un terreno sul quale costruire l’opera, nella periferia della cittร , ma la cosa non andรฒ a buon fine, poichรฉ il vescovo locale Enrico della Fratta (1213-1240) negรฒ la sua necessaria autorizzazione. Il 22 luglio 1221 Diana, desiderosa di vita religiosa consacrata a Dio, entrรฒ allora nel monastero delle Canonichesse di Ronzano, un eremo posto su un verde colle vicino alla cittร  di Bologna, ma ne fu fatta uscire dai parenti con la violenza, mediante una vera e propria irruzione nel luogo sacro, tanto รจ vero che nel trambusto la ragazza ebbe una costola rotta. Il futuro San Domenico la consolรฒ con alcune lettere, oggi purtroppo perdute. Potรฉ tuttavia tornare a Ronzano, dove dimorรฒ dal novembre 1222 fino al giugno 1223. Dopo che fra Giordano di Sassonia (1190-1237), anch’esso futuro beato, successore di Domenico di Guzman, ebbe fondato il monastero femminile bolognese di Sant'Agnese, Diana vi vestรฌ l'abito dell'Ordine e ne fu eletta superiora, dirigendolo da vera madre alla sequela di Cristo. Vi morรฌ presumibilmente nel 1236.
๐ผ๐‘š๐‘š๐‘Ž๐‘”๐‘–๐‘›๐‘’: “๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘“๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐ต๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž ๐ท๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐ด๐‘›๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘œ̀ ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐ท๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘๐‘œ” (๐‘‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐ต๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž ๐‘’̀ ๐‘–๐‘›๐‘”๐‘–๐‘›๐‘œ๐‘๐‘โ„Ž๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž ๐‘Ž ๐‘ ๐‘–๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž, ๐‘–๐‘› ๐‘Ž๐‘๐‘–๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘›๐‘œ, ๐‘™๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘– ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘– ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐ท๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘๐‘œ ๐‘’ ๐‘–๐‘™ ๐‘๐‘Ž๐‘๐‘œ ๐‘”๐‘–๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘ฃ๐‘’๐‘Ÿ๐‘ ๐‘œ ๐‘†๐‘Ž๐‘›๐‘ก'๐ด๐‘”๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘œ, ๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž, ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ก๐‘–๐‘’๐‘›๐‘’ ๐‘Ž๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘œ ๐‘–๐‘™ ๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘…๐‘’๐‘”๐‘œ๐‘™๐‘Ž). ๐‘‚๐‘™๐‘–๐‘œ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ก๐‘’๐‘™๐‘Ž ๐‘‘๐‘–๐‘๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘œ, ๐‘›๐‘’๐‘™ 1545, ๐‘‘๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘›๐‘’๐‘ ๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘™๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐น๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘Ž (1512-1597). ๐ฟ’๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘ ๐‘– ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™๐‘™’๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐ต๐‘Ž๐‘ ๐‘–๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘› ๐ท๐‘œ๐‘š๐‘’๐‘›๐‘–๐‘๐‘œ, ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™’๐‘œ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘–๐‘š๐‘Ž ๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘ง๐‘ง๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐ต๐‘œ๐‘™๐‘œ๐‘”๐‘›๐‘Ž.
Roberto Moggi 
Home page   ARGOMENTI

 

 

Commenti