Quanno faje ’e cunte cu ’a cuscienza

Quanno faje ’e cunte cu ’a cuscienza nun ce stanno poste pe te jí a ’nnasconnere.
Quando fai i conti con la coscienza non ci sono luoghi per nasconderti.
Ci rammenta il proverbio, quanto i comportamenti sbagliati restano poi a gravare sulla coscienza, sempre che tale sentimento uno ce l'abbia, affinché la redenzione possa essere almeno immaginata.
Il sostantivo coscienza contiene la parola "scienza", che deriva dal latino "scio", cioè "conosco". Si può pensare alla coscienza come ad un modo di conoscere sé stessi, soprattutto in relazione alle proprie consuetudini e a ciò che si ritiene giusto o sbagliato. I rimorsi di coscienza, ovvero quella vocina interiore, per chi poi è disposto ad ascoltarla, possono essere utilissimi quando c'è da decidere quale sia la cosa giusta da fare.
La coscienza, ovvero il sentimento che l'individuo ha di se stesso, delle proprie sensazioni, dei propri pensieri e delle relative decisioni. Una facoltà dello spirito umano di formulare giudizi normativi e immediati sul valore morale di determinati atti individuali. La coscienza è un senso incarnato di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Con i tanti detti sorti nel tempo su tale sentimento, come ad esempio:
Chi non ha coscienza, non ha né vergogna e neppure scienza, buona coscienza non teme la morte e ad essa nessuno può sottrarsi, ma ci sono persone che imparano dalla famiglia e dall'ambiente in cui iniziano a vivere, ad osservare una coscienza deformata da codici che non hanno nulla a che fare con le regole del buon comportamento, una coscienza del tutto falsa, anche se imposta ed accettata come vera, in un contesto di mafia o di malavita in generale.
Chi tiene alla propria coscienza, non cerca attenuanti per giustificare le sue colpe, rispetto a chi sbandiera tale sentimento ai quattro venti, solo perché ne ha sentito dire e non ne tiene conto nelle azioni.
Se pur qualche cinico imperversa nell'affermare che avere la coscienza pulita equivale a mancare di memoria, chi si attiene ad un'ottimale etica di comportamento, vive nella migliore pace che si possa provare: quella con sé stesso, senza che il tarlo di rammarichi e di pentimenti, seppur repressi, ne peggiorino la vita.
Bell'impiccio la coscienza. che può diventare un ostacolo per certi adeguamenti a modi di vivere, che con la coscienza hanno poco a che fare.
E la coscienza qualcuno la butta al secchio o s'illude di poterla riporre per riappropriarsene a suo comodo quando se la potrà ripermettere.
Con la fantasia che nulla ci nega e tutto ci permette, immaginiamo un particolare rigattiere che, invece di ferri vecchi e roba in disuso, vada in giro a raccogliere le coscienze buttate via da chi le trovava troppo pesanti da sopportare e che lo facevano vergognare del suo comportamento..
Coscienze sgualcite e rattoppate vendute a poco prezzo a chi ha cominciato a rendersi conto che la coscienza ha un valore senza pari e non gli sembra vero di trovarla così a buon mercato.
Ma una volta che l'ha riacquistata e la coltiva con assiduità, la coscienza sciupata e rammendata a poco a poco torna a brillare come se fosse nuova, come la fantasia permette di immaginare, specialmente quando imprese del genere scendono dall'alto dell'immaginario per diventare semplici realtà terrene.
Se denaro e coscienza sono rari, la coscienza lo è anche di più perché, se il denaro aumenta, spesso la coscienza è trascurata. È benefico, anche se raro, per la società, chi riesce a possedere tutti e due e non fa della ricchezza il suo esclusivo bene, ma la elargisce verso chi ne è privo, grazie alla coscienza che possiede.
E a terminare, alcune frasi espresse da personaggi illustri su tale sentimento:
“A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.”
“Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza.”
Totò
“Al nostro istinto più forte, al tiranno che è in noi, non si sottomette solo la nostra ragionevolezza, ma anche la nostra coscienza.”
Friedrich Wilhelm Nietzsche
“Talvolta, ahimè!, la coscienza dell'uomo sopporta un fardello così pesante di orrore che può essere scaricato solo nella tomba. Così l'essenza di tutti i crimini resta sconosciuta.”
Edgar Allan Poe
“Vorrei non averla affatto la coscienza: è troppo scomoda. Se non mi preoccupassi sempre di agire rettamente e non mi sentissi a disagio quando sbaglio, andrei avanti magnificamente.”
Louisa May Alcott
“Io affermo che un individuo che infrange una legge che la sua coscienza gli dice essere ingiusta, e che volentieri accetta la pena del carcere in modo da svegliare la coscienza della comunità sulla sua ingiustizia, sta in realtà esprimendo il più alto rispetto per la legge.”
Martin Luther King
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